S&P500 futures – Rep. 77/2017

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S&P500 futures

Dati altalenanti per il mercato del lavoro negli Stati Uniti che sembra aver risentito degli uragani che si sono abbattuti sulle coste del paese nel mese scorso e potrebbero colpire ancora nelle prossime settimane.

Nel dettaglio, il numero di nuove buste paga non agricole nell’economia è sceso di 33 mila unità, invertendo il trend dei mesi precedenti quando il dato segnava 209 mila in più rispetto ad agosto. Si tratta del peggior dato degli ultimi anni e probabilmente l’impatto degli uragani è stato maggiore di quanto ci si aspettasse.

I dati hanno sorpreso qualunque previsione in quanto ci si aspettava un aumento di 90 mila posti di lavoro e risulta così nettamente inferiore a quello ADP che parlavano di una crescita che potesse arrivare ai 135 mila.

Ricordiamo, brevemente, che La Automatic Data Processing (ADP) è una società statunitense (leader nella gestione in outsourcing delle buste paga) che ogni mese pubblica l’Adp national employment report: misura la variazione mensile dell’occupazione americana nel settore privato (esclusa l’agricoltura). I dati sono costruiti attraverso un sondaggio su circa 500mila aziende e sono processati con metodologie statistiche simili a quelle usate dall’Ufficio Usa delle statistiche del lavoro. Il campione Adp viene costantemente modificato per renderlo rappresentativo del mercato del lavoro.

Cala però il tasso di disoccupazione che scende a 4,2% mentre la crescita dei salari sono cresciuti dello 0,2%, segnando così un rialzo generale dello 0,5%. Scende anche Il settore privato segnando un decremento di 40 mila unità, mentre aumenta la retribuzione statale. I dati sul lavoro saranno valutati attentamente dalla Federal Reserve, soprattutto in ottica di normalizzazione della sua politica monetaria. Prima dell’uscita di questi dati, lo strumento di controllo del tasso Fed segnava l’87,8% di probabilità di un rialzo a dicembre.

Vediamo se e come questo brusco rallentamento sul fronte delle buste paga, impatterà sulle previsioni di un ultimo rialzo dei tassi pria della fine dell’anno.

Questo dal fronte dei dati macro. Sotto il profilo squisitamente grafico, diventa tecnicamente difficile commentare il mercato che da diversi mesi continua a salire senza scossoni.

Giovedì 5 ottobre, l’indice Vix che registra e considera il valore delle opzioni scambiate sull’indice S&P500, meglio conosciuto come “indice della paura”, ha chiuso al livello più basso della sua storia, precisamente dal 1993 quando venne introdotto per la prima volta.
Indicazione che descrive esattamente l’attuale stato dei mercati azionari Oltreoceano che stanno per frantumare un altro record e segnare la striscia più lunga della storia dei listini statunitensi senza un ribasso superiore al 3%.
Insomma, Wall Street continua la sua inarrestabile corse destinazione Paradiso.

In basso il grafico del derivato da inizio estate ad oggi – time frame orario –

 grafico 1 report 77/2017

Abbiamo evidenziato l’angolo che forma la trend line dai minimi di area 2.420, minimi dal quale è partito l’ultimo strappo rialzista. È un angolo di 54 gradi, ampiezza che non è sostenibile a lungo; dunque non sappiamo quando, ma sappiamo che le quotazioni necessitano di un periodo di consolidamento che consenta al rialzo di avanzare con un angolo “sopportabile”.

Dunque area 2.550 potrebbe essere l’area che determinerà una pausa di consolidamento del trend e che quindi consentirà ai ribassisti di vivere qualche giornata di gloria.

Evidentemente allo stato area 2.500 diventa area di supporto dalla quale dovrebbero riprendere gli acquisti.

Più su, invece, qualsiasi previsione lascia un po’ il tempo che trova: ci muoviamo ormai da mesi su territori mai esplorati.

Solo per curiosità ricordiamo come nella giornata di giovedì il NASDAQ ha segnato il suo cinquantaquattresimo record in chiusura da inizio anno!!

Mantenere la calma, non anticipare le mosse del mercato e, come sempre, buon trading!!

 

DISCLAIMER

Questa analisi non costituisce in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate sono di natura standardizzata e generale e non costituiscono pertanto una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. 

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